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Box doccia con anta a battente

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L’anta a battente per la cabina doccia è una delle più comuni. Disponibile in infinite tipologie, è pratica e ha un’apertura completa, ideale per chi ha una mobilità ridotta.

Caratteristiche dell’anta a battente

La cabina doccia a battente ha la porta che chiude in appoggio sul piatto doccia, sull’architrave o su un’altra parete della cabina doccia. È caratterizzata dalla cerniera, di solito un profilo in alluminio incollato sul vetro, montato sul profilo fissato al muro.
Nel caso di piatto doccia installato a filo pavimento, la cerniera con alzata ha un valore aggiunto perché, all’apertura dell’anta, viene sollevata per evitare che la guarnizione inferiore, posta sul vetro in basso per trattenere la fuoriuscita dell’acqua, strisci sul pavimento. In questo modo, la guarnizione viene preservata nel tempo.
Si consiglia un’anta a battente di 100 cm massimo per garantire la durata nel tempo visto che il peso grava tutto sul battente stesso. Per gestire misure superiori, si può ovviare con l’aggiunta di un lato fisso.
La doccia con anta a battente può essere montata:

  • in nicchia con una porta
  • ad angolo con due porte oppure una porta e un lato fisso
  • 3 lati con una porta e due lati fissi

Tipi di anta a battente

Anta a battente in nicchia con telaio

La porta a battente con telaio prevede nella parte superiore e inferiore un profilo. È la soluzione usata quando la cabina doccia è montata a filo del piatto doccia perché ne aumenta la tenuta dell’acqua e la stabilità.

Anta a battente in nicchia senza telaio

La porta a battente senza telaio viene privilegiata per la pulizia estetica data dall’effetto del vetro senza limitazioni superiori e inferiori.

Anta a battente in nicchia senza profili

La porta a battente senza profili è la soluzione più scenografica, essenziale e minimale perché priva persino del profilo a muro visto che le cerniere sono fissate direttamente a parete. Può essere usata solo se la parete è perfettamente dritta perché dispone di una regolazione massima di 3 mm (normalmente la regolazione è di 2 cm). Superfluo dire che, non avendo profili, è la più veloce da pulire.

Vantaggi dell’anta a battente

L’apertura a battente si apre quasi completamente perciò garantisce la migliore accessibilità, apprezzata in modo particolare da persone con disabilità o che vivono una condizione di mobilità ridotta, come accade a molti anziani. Per esempio, se la porta è di 90 cm, lo spazio utile è di 81 cm. L’ampia apertura agevola la pulizia all’interno del box doccia e dell’anta stessa. Richiede un piatto doccia di almeno 80×80 cm perché lo spazio sia comodo da usare.

Quando evitare l’anta a battente

Se il bagno è piccolo, l’anta a battente è sconsigliata perché richiede spazio di fronte a sé per l’apertura, superficie che potrebbe già essere occupata da sanitari e mobili. In realtà esistono anche ante a battente apribili verso l’interno, ma richiedono uno spazio sufficientemente ampio da poter permettere l’accesso alla persona più consentire la presenza dell’anta stessa.
Chi detesta lo sgocciolamento dell’anta dopo l’uso della doccia sul pavimento, tanto più se quest’ultimo è delicato come certi legni, farebbe meglio a orientarsi verso un altro sistema di apertura, per esempio quello scorrevole, oppure optare per l’apertura verso l’interno, se lo spazio è sufficiente.