Caso studio: trasformazione impossibile

Caso studio: trasformazione impossibile
Architetto analizza un caso studio

Il caso di studio prende in esame un alloggio posto in un condominio costruito nel 1983 e serve come esempio di come possa essere trasformato un appartamento senza stravolgere la planimetria.

UN PO’ DI STORIA

Fino agli anni 90 il bagno era un locale di servizio all’interno del quale dovevano trovare posto: la vasca da bagno, un lavabo grande, un vaso e un bidet. Per il secondo servizio, spesso un lusso, già era sufficiente un vaso, un lavatoio e lo scarico per la lavatrice. I metodi costruttivi e le tipologie distributive sono pressoché le stesse in tutto il territorio nazionale.

 

Anche se in molti ritengono che la ripetizione negli anni di queste tipologie fosse per la scarsa fantasia dei progettisti, è necessario valutare quale fosse l’impatto innovativo delle aziende coinvolte nella produzione degli elementi d’arredo.

 

Chi avrebbe pensato e proposto di mettere una cabina doccia intelaiata su un piatto in ceramica 80×80 nel bagno principale?

 

Oggi, considerando la mole di prodotti legati al settore arredo bagno, esiste la piena libertà di soddisfare le esigenze di ogni cliente senza dover ripetere per tutti lo stesso schema.

IL PROGETTO

Molte persone potrebbero considerare un’abitazione non recente alla stregua di una vettura: raggiunto un certo numero di anni deve essere cambiata perché ormai vecchia e lontana dalle esigenze familiari attuali.

 

Questo modo di pensare tralascia troppo rapidamente le potenzialità che un vecchio appartamento potrebbe offrire; spesso infatti sono le abitazioni datate ad offrire posizioni interessanti e superfici generose oltre a ricordare gli affetti di una vita.

 

Il caso di studio appartiene ad una famiglia desiderosa di rinnovare le finiture della propria abitazione e migliorare alcuni spazi della casa, senza dover stravolgerne la struttura.

 

L’attività si è quindi concentrata sulla migliore posizione di alcune tramezze e porte interne nonché sulla ridistribuzione dei bagni.

Caso studio bagni all'interno di appartamento con ampio terrazzo

Situazione attuale

Caso studio demolizioni evidenziate appartamento con ampio terrazzo

Demolizioni

Caso studio pianta di un appartamento con ampio terrazzo e box doccia relax

Progetto definitivo

BAGNO PRINCIPALE

Sino agli albori degli anni 2000, il bagno principale di ogni abitazione doveva essere un ambiente di rappresentanza per la casa: non dovevano mancare sanitari colorati; rubinetteria 3 fori; una vasca da bagno e tanto tanto spazio. Lo scopo di questa stanza più che nell’uso quotidiano era la sola manifestazione/ostentazione del “bello”.

 

Queste premesse, tutt’ora valide, ben si conciliavano con la scarsa propensione all’innovazione del passato: chi, infatti, avrebbe pensato di porre nel bagno principale una cabina doccia intelaiata 80×80?

 

Oggi la percezione dell’ambiente bagno per ogni utente impone di dare pieno compimento al concetto di “bello”, perché un “bel bagno” è il luogo del benessere dove la cabina doccia gioca un ruolo da protagonista.

 

Una grande superficie come quella del caso di studio offre la possibilità di modificare la distribuzione dell’arredo: tolta la vasca, può trovare subito la sua collocazione naturale un ampio lavabo; la doccia libera da ogni telaio e profili viene collocata in prossimità della finestra grazie alla mensola stabilizzatrice Oblique.

BAGNO DI SERVIZIO

Il bagno di servizio, reinventato come tale, altro non era che uno spazio completato solamente con un vaso ed un lavandino.

 

È l’esigenza di un secondo bagno, alternativo a quello padronale, in cui accogliere gli ospiti, che spinge anche il progetto relativo a quest’ultimo.

 

La praticità di utilizzo di una porta a soffietto, una scelta mirata a valorizzare a pieno le dimensioni offerte dalla stanza, rende lo spazio vicino alla finestra la locazione ideale per una cabina doccia, durevole e funzionale, perfetta per gli ospiti.

 

La scelta del nostro architetto è ricaduta su un box doccia con maniglia integrata, caratterizzato da un vetro capace di aumentare la privacy in un bagno molto utilizzato, come può essere un bagno di servizio.

Esempio pianta doppio bagno con doppia soluzione cabina doccia

LE SOLUZIONI RELAX

Particolarmente apprezzato per la propria texture, ispirata ad elementi naturali come la pietra, il piatto doccia Lago, disponibile in grande formato, permette agevolmente di offrire grandi dimensioni e un adeguato contenimento acqua in soli 3,5cm di spessore. Composto interamente di resine minerali e rivestito in Gel Coat, un materiale morbido al tatto, è impermeabile e duraturo nel tempo.

Lago-plus piatto doccia bianco in solid surface con bordo interno contenitivo

La mensola stabilizzatrice Oblique permette l’installazione in sicurezza di una parete divisoria in vetro anche se sulla parete opposta è posta una finestra che impedisce l’installazione della tradizionale barra stabilizzatrice. La duplice valenza di Oblique, sia mensola che elemento di supporto, rendono unico quest’oggetto nel panorama dell’arredo bagno. È realizzata in Solid Surface, un materiale antibatterico, dal colore bianco candido, oppure in metallo verniciato.

Ora siamo veramente liberi di distribuire il bagno come desideriamo.

Oblique MV mensola bianca in solid surface che sostiene vetro sagomato su misura ad angolo

CONCLUSIONI

Le soluzioni arredative per trasformare un vecchio edificio ci sono, e sono molte. Con l’avvento di nuove soluzioni tecnologiche e un po’ di fantasia, il bagno dei sogni è a portata di mano.

 

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